Resilienza e resistenza: dimensioni individuali e collettive

La resilienza e la resistenza sono due concetti di fondamentale importanza in questa epoca caratterizzata da ritmi e bisogni elevati.

La resilienza si riferisce alla capacità di adattarsi, gestire lo stress e superare le avversità.

La resistenza si manifesta come un’opposizione attiva a situazioni percepite come ingiuste o oppressive.

Entrambi i fenomeni hanno dimensioni individuali e collettive, influenzando il modo in cui persone e gruppi affrontano crisi e cambiamenti.

Le sfide all’equilibrio contemporanee non riguardano solo il mondo del lavoro ed investono la società nella sua interezza: l’aumento delle disuguaglianze, la crisi dei servizi pubblici, la diffusione del populismo e la perdita di fiducia nelle istituzioni mettono a dura prova la capacità di resilienza e resistenza di ciascun individuo e comunità.

Incertezza, mancanza di riconoscimento e instabilità fondono silenziosamente oggi la resilienza con la capacità di “resistere” emotivamente. Diventa difficile mantenere l’equilibrio di fronte a continue sollecitazioni che, in certi momenti, impediscono all’essere umano di vedere o comprendere la fine del proprio tunnel, anche se questa è davanti a sé.

Questo tunnel rischia di trasformare l’individuo in un elemento di passività e indifferenza rispetto agli eventi, inducendolo a mascherare malesseri reali e frustrazioni dietro un’apparenza, perdendo di vista la propria autodeterminazione e capacità propositiva nella quotidianità. Diventa una vittima consapevole, rassegnato, si lascia trasportare dagli eventi indebolendo la sua reale capacità di resistenza.

Mentre la società appare relegare il termine “resistenza” a un ruolo stereotipato di critica sterile e ribellione, che limita chi prende decisioni privandolo di efficacia e ostacolando la crescita personale e collettiva.

Il vero nodo consiste nel trovare un equilibrio tra adattamento e opposizione, tra la gestione del proprio benessere emotivo e la richiesta di cambiamenti sostanziali, in un sistema odierno spesso percepito come rigido e poco incline al dialogo.

Tuttavia, io ritengo che, alla fine, nutrire l’illusione facile che “la risposta è dentro di te” possa essere un’arma a doppio taglio. Concordo pertanto con “Quelo” , il celebre personaggio TV degli anni 90 interpretato da Guzzanti, che chiosava“…ed è sbagliata”.

Resilienza e resistenza autentiche non sono mai percorsi solitari, né si basano esclusivamente su intuizioni personali. Richiedono uno sforzo collettivo che passa attraverso lo studio, la partecipazione e la curiosità intellettuale. È essenziale cercare modelli positivi, evitare i luoghi di narrazioni stereotipate o ideologiche. Esprimere sempre la propria opinione apertamente, farsi ascoltare, essere assertivi.

Ognuno di noi è società deve perciò aprire al confronto con chi ha motivazioni, condividere spunti di ispirazione e crescita reciproca, fare squadra.

Occorre imparare a guardare oltre all’io e all’oggi pensando a chi ha un orizzonte probabilmente più incerto e complesso del nostro presente: i giovani e i bambini di oggi.

Certo; evitando di snervarsi.