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Per puro caso, mi sono imbattuto in un personaggio che non conoscevo, di un cartone animato che avevo solo sentito nominare che mai ho scelto di guardare.

Eppure, ritenevo di avere accumulato una cultura vasta in tema cartoni negli ultimi anni. Ritenevo di avere esperienza sufficiente tra nani, renne, principi, principesse e ladroni. Ero quasi pronto per le novità di Natale.

È un personaggio del cartone animato Kung Fu Panda. E’ Tai Lung, un leopardo delle nevi.

Tai Lung è un guerriero dal talento straordinario.

Cresciuto e addestrato dal maestro di kung fu Shifu per essere il Guerriero Dragone, ha visto i suoi sogni infrangersi quando gli è stato negato ciò che riteneva ormai un suo di diritto, diritto che fu assegnato al Panda Po.

La sua furia è diventata una tempesta, portandolo a isolarsi nel rancore più profondo, stravolto dal crollare delle proprie certezze.

Rancore che lo devasta definitivamente quando scopre che la Pergamena del Drago non conteneva né formule magiche, né poteri per ottenere la suprema forza e saggezza: era vuota.

Di fronte alla costituzione fisica di Po e alla sua svagata calma e grande fiducia in se stesso, finisce da perdente nella Valle degli Spiriti.

Non tutti i Tai Lung sono guidati dalla brama di potere eppure molti, come esso, vivono la sensazione di un’ingiustizia subita e sono spinti a far prevalere il rancore e la rabbia.

In questo senso, la loro lotta non è contro gli altri ma contro un vuoto interiore che li rende prigionieri della frustrazione, incapaci di intravedere una via d’uscita dalla propria oscurità.

La storia di Tai Lung insegna che la rabbia e il risentimento, se non affrontati e trasformati, possono consumare anche il più forte, trasformando il potenziale in distruzione.

La frustrazione che ne deriva può diventare una prigione se non si riesce a mantenere vivo il pensiero che dipende sempre da se stessi tenere a portata di mano le chiavi per riaprire la porta e ricercare una nuova luce. Bisogna tenere presente che le chiavi talvolta sembrano invisibili, è solo lo stato emotivo e la capacità di darsi il tempo che non le fanno vedere.

L’altro insegnamento profondo è che il vero potere sta nella capacità di guardarsi dentro, accettarsi e aprirsi alla possibilità di cambiamento, di carpire una nuova energia dalla delusione e scegliere in cosa trasformarla.